Thailandia,  Viaggi

Le donne giraffa e altre cose che non farò in Thailandia.

Prima di partire per un viaggio, la prima cosa che viene naturale fare è pensare a tutte le cose belle che si potranno vedere.  Pianificando questo viaggio in Thailandia la mia immaginazione è stata subito stimolata dai bellissimi templi, dallo street food, dagli aperitivi negli skybar di Bangkok,  da un giro in barca al mercato galleggiante o sul fiume Mekong nel Triangolo d’Oro fino alle spiagge con acqua cristallina.

Man mano che leggevo e mi informavo su questo meraviglioso paese però ho iniziato anche a delineare, nell’ottica di un turismo più responsabile, le cose che ho poi deciso di escludere dal mio itinerario.

1) Tiger Temple o Tiger Kingdom

In Thailandia esistono alcuni posti dove poter accarezzare e farvi fotografare insieme a una tigre. Il più famoso in assoluto è il Tiger Temple nella provincia di Kanchanaburi, vicino a Bangkok, dove i monaci “addomesticherebbero” questi grandi felini, ma è molto conosciuto anche il Tiger Kingdom a Chiang Mai, nel nord del paese. Mi è capitato di leggere vari post, articoli e anche di vedere alcuni video su Youtube e l’impressione che mi sono fatta non è stata per niente positiva; le tigri infatti più che addomesticate sembrano semplicemente drogate.

2) Le tribù delle “donne giraffa”

Se visitate il nord del paese, nella zona tra Chiang Mai e Chiang Rai una delle principali attrazioni turistiche segnalate sono le “Karen long neck hill tribe”. Le tribù di etnia Padaung nei primi anni ‘90, a seguito del conflitto birmano, hanno trovato rifugio qui dove però oggi vengono sfruttate a scopo turistico.  Se volete approfondire l’argomento potete leggere vari articoli o i resoconti di travel blogger che hanno vissuto questa esperienza come diquaedila.it o le motivazioni che hanno spinto altri ad evitarla come viaggiare-low-cost.it.

Solitamente sono una delle tappe che è possibile fare durante l’escursione al Triangolo d’Oro, quel lembo di terra dove Thailandia, Laos e Birmania si incontrano attraverso il famoso fiume Mekong. Nei tour organizzati dalle agenzie locali questa visita è opzionale e viene richiesto un pagamento extra per effettuarla. Noi abbiamo quindi semplicemente deciso di prenotare l’escursione saltando questa tappa.

3) “Elephants at work”

Soggiornando nella zona di Chiang Mai vi verranno sicuramente proposte alcune escursioni per poter ammirare da vicino questi magnifici animali. Attenzione però a quale scegliere: esistono infatti posti dove gli elefanti vengono tenuti in catene e dove vengono obbligati ad esibirsi in spettacoli e giochi di abilità per intrattenere i turisti.

Dopo essermi documentata ho scelto la visita di un giorno all’Elephant Nature Park. Questa visita ha un prezzo molto elevato per la Thailandia (2.500 baht: circa 65 euro comprensivo di trasporto e pranzo), ma il suo costo è dovuto al fatto che state facendo una donazione ad un centro che si impegna in modo indipendente nella salvaguardia di questi animali, della foresta pluviale e della comunità locale. Sul loro sito potete trovare tutte le informazioni sul centro e su come visitarlo.

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