(Premessa: mi spiace per la qualità bassissima delle foto, ma purtroppo le ho fatte con la pessima fotocamera del mio cellulare.)
Lo sapevate che un cartoncino con un buco in mezzo è un diaframma?
E che un riquadro di cartone nero è un otturatore?
Devo dire che quando mi sono iscritta al workshop di fotografia analogica presso Bottega Immagine, tutto avrei pensato tranne che ritrovarmi sul set dell’Arte del sogno di Gondry. (Approposito: lo avete mai visto? Beh, se non lo avete fatto: fatelo!)
E invece è andata più o meno così.
Ci siamo ritrovati a costruire con forbici, cartone, cartoncino, scotch e biadesivo una vera e propria scatola fotografica funzionante.
Il tutto supportato dai calcoli matematici che, righello alla mano, il maestro Massimo Bersani ci ha fatto fare per calcolare, tempi, diaframmi, distanza focale etc.
I ritratti sono poi stati realizzati con un negativo di carta fotografica tradizionale e sviluppati in camera oscura.
Insomma, se mi ero prefissata di imparare a giocare di più “fisicamente” e “manualmente” con la fotografia, questo workshop è sicuramente un piccolo passo divertente in quella direzione.

Che belli!! E’ incredibile pensare che siano usciti da una “macchina fotografica” di cartone :)
Dovrei proprio rivedere l’Arte del sogno…l’ho visto anni fa alle 5 del mattino. Ci vuole più attenzione per quel film ;)
un bacio
Meraviglioso!