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Blue Marocco: un weekend tra Fez e Chefchaouen

Il Marocco è un paese che è stato a lungo nella mia lista dei desideri.

Inizialmente stavamo programmando un viaggio itinerante per Pasqua, ma poi abbiamo cambiato i programmi optato per sfruttare al massimo il maxi ponte pasquale del 2019 attaccando anche 25 aprile e 1 maggio e andare dall’altra parte dell’oceano per un viaggio che non vedo l’ora di fare e raccontare e per cui mi emoziono solo a pensarci.

Per questo motivo la nostra esplorazione del Marocco è iniziata con solo un -breve ma intenso- weekend invernale a Fez, la più antica delle 4 città imperiali, grazie anche all’ottima Ryanair (per me una compagnia aerea che ti porta in Marocco con 45 euro a testa andata e ritorno bagaglio e posto a sedere assegnato compresi, e senza ritardi o problemi di sorta non si può definire in altro modo).

Si parte quindi il venerdì sera da Bergamo, in poco più di 2 ore e 30 minuti atterriamo a Fez e andiamo a dormire nel nostro Ryad nella Medina. Questi edifici sono molto affascinanti perché da fuori vedrete solo degli anonimi muri molto alti in dei vicoli scalcagnati, ma dopo essere entrati troverete al loro interno una meraviglia di mosaici, porte e portoni intagliati, aranceti e piccole piscine.

La sala per la colazione
La colazione al Ryad Salama

Io solitamente sono per i viaggi il più possibile indipendenti, ma per girare all’interno della Medina di Fez abbiamo deciso di prendere una guida privata e la scelta non poteva essere migliore. Fez è infatti un dedalo di oltre 9000 vicoli e 40000 angoli ciechi in cui perdersi è davvero facile e dove il gps non riuscirà ad aiutarvi. Abbiamo poi avuto la conferma di aver fatto la scelta migliore parlando il giorno successivo con un’altra coppia di turisti che ci hanno confermato di aver avuto tantissimi problemi a trovare da soli i luoghi che volevano visitare nella città non riuscendo ad apprezzarne quindi la bellezza.

Le porte del Royal Palace di Fez, nella città nuova. Il palazzo non è attualmente visitabile internamente, ma la nostra guida ci ha assicurato che secondo lui visto il processo di apertura ai turisti del Paese, tra pochi anni anche questa meraviglia sarà aperta al pubblico.

Eviterò di parlare troppo delle mie disavventure con il meteo. Dico solo che fino alla settimana precedente a Fez c’era un bel sole e 17-20 gradi (a gennaio è per me un sogno). Al nostro arrivo abbiamo invece trovato pioggia, freddo e durante la visita alla medina sotto l’acqua avevo schizzi di fango fino alle caviglie!

Il Blue Gate è l’entrata più famosa alla Medina di Fez, patrimonio mondiale dell’UNESCO.

La città vecchia sembra ferma nel tempo. E’ bellissimo come con solo poco più di 2 ore di volo e nessun cambiamento di fuso orario, si possa venire catapultati in una realtà così diversa.

La Moschea e Università Karaouiyne
In Marocco troverete tanti gatti ovunque. E io ovviamente ho cercato di fotografarli tutti :-)

La città è veramente affascinante, piena di botteghe, mercati, moschee e università. La nostra guida ci ha inoltre raccontato come l’università più antica del mondo sia stata proprio costruita a Fez, da una donna.

La Madrasa Bou Inania

Un’altra delle visite imperdibili a Fez è quella alle antiche concerie ancora in funzione. Per ammirarle al meglio vi faranno salire su una terrazza. Una delle cose che avevo letto ovunque era il loro terribile odore, per cui vi forniranno anche un rametto di menta da tenere sotto al naso prima di entrare. In realtà noi non abbiamo sentito un odore così forte come letto in molti altri racconti, ma forse averle visitate con il freddo e la pioggia ha attenuato il tutto.

Chouara Tannery, le famose concierie di Fez

Il mercato del pesce

 

Qualcuno aspetta il pranzo…

Non bisogna stupirsi di vedere passare tra le strade della Medina dei muli carichi.
La Rainbow street

Il giorno seguente abbiamo deciso di visitare Chefchaouen, una piccola cittadina tutta blu sulle montagne a nord di Fez. Chefchaouen dista ben 4 ore di auto da Fez; è un viaggio lungo e per affrontarlo abbiamo scelto di aggregarci ad un transfer per piccoli gruppi (per un autista privato ci hanno chiesto ben 160 euro, mentre il transfer per piccoli gruppi ci è costato circa 40 euro a testa) il cui servizio è stato ottimo.

La domenica mattina abbiamo quindi lasciato Fez sotto una pioggia scrosciante, che mi aveva veramente demoralizzato e mi stava facendo passare la voglia di affrontare questo lungo viaggio.

Ma poi, quando ormai non ci speravo più, dal finestrino appannato del van abbiamo iniziato a vedere aprirsi le nuvole e uscire un bellissimo sole, tanto che ad un certo punto è apparso anche l’arcobaleno e io mi sono sentita felice come una bambina.

La giornata è stata bellissima, Chefchaouen (o anche chiamata solo Chaouen) è piccolina e si gira tutta in un paio di ore, per cui le nostre 4 ore di permanenza ci hanno consentito di visitarla in tutta tranquillità con anche un paio di soste per mangiare una tajine e prenderci un immancabile tea alla menta. Inoltre essendo domenica, la città era molto viva, e non solo di turisti stranieri, ma anche di tante famiglie marocchine venute fin qui a godersi la città.

Qui non avrete bisogno di guide, l’unica cosa che dovrete fare è girare senza meta per le sue strade godendovi tutti i suoi scorci.

L’unico consiglio che mi sento di dare è una sosta per bere qualcosa da Hamsa. L’entrata di questo caffè è sulla piazza principale, e attraverso una scala potete accedere alla sua terrazza da dove si gode una vista bellissima.

il miglior compagno di viaggio che si possa desiderare <3

Un quasi tramonto al ritorno verso Fez.

Il lunedì mattina, dopo un veloce giro, questa volta in solitaria, della Medina, siamo già pronti a dirigerci verso l’aeroporto e tornare a Milano.

Questa prima esperienza in Marocco, nonostante il clima molto diverso da quello che immaginavo di trovare, è stata davvero positiva e non vedo l’ora di poter scoprire la prossima volta magari Marrakech e il deserto. 

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