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Alcune cose che ho imparato viaggiando in Cina

Ho pensato a lungo a come fare questo primo post sul nostro viaggio in Cina, e alla fine ho deciso di scrivere qualcosa il più possibile utile per chi volesse visitare per la prima volta questo meraviglioso paese, inserendo tutte le cose che avrei voluto sapere prima di partire*.

La fila breve ed ordinata per imbarcarsi sul treno da Guilin a Shenzhen

Intanto si, i cinesi sono tanti, tantissimi, non sanno stare in fila, sgomitano, sputano per strada, odiano il sole e vanno in giro ovunque con i loro maledetti ombrellini che rischierete più volte di ritrovarvi in un occhio.  Ma sono anche molto curiosi, simpatici, a loro modo gentili. E soprattutto ballano in gruppo nei parchi delle città, e io passerei le ore a guardali!

Giusto per farvi capire quanto i cinesi odiano il sole: una signora con l’ombrello aperto anche DENTRO un autobus a Xian.

Itinerario: la Cina si sa, è immensa, per cui anche avendo a disposizione 20 giorni abbiamo dovuto fare tante scelte e molte rinunce.  Noi siamo atterrati a Shanghai, abbiamo proseguito per Pechino e Xian, ci siamo concessi un assaggio di Yunnan e Tibet con Lijiang e Shangrilà per poi andare a vedere i panda a Chengdu, infine, prima di uscire dalla Cina passando da HongKong, abbiamo visitato i paesaggi spettacolari di Guilin e Yangshuo.

Le cose a cui invece ho rinunciato a malincuore? Sicuramente il Tibet della zona di Lasha, Pingyao e Datong con il tempio sospeso e le grotte di Yungang, Fenghuang e le sue case sul fiume o il parco nazionale di Zhangjiajie. Ma insomma, vuol dire che ho già una buona idea di itinerario per quando ci torneremo. Perché si, per me è stato un viaggio straordinario, faticoso, ma anche divertente e ci tornerei già domani.

Trasporti: credo non ci sia un mezzo di trasporto che non abbiamo provato in questi 20 giorni. Aerei (molti), treni (alcuni), autobus, pullman, e soprattutto taxi. Si, perché i taxi in Cina costano pochissimo e visto il clima torrido sono senza ombra di dubbio il mezzo più comodo per spostarsi nelle città. Se posso darvi un consiglio quindi: non abbiate paura e usate i taxi, se viaggiate in questo paese durante il caldo estivo, vi salveranno da un’insolazione e dalla disidratazione! Gli aerei e i treni per gli spostamenti interni li ho sempre prenotati su Ctrip e lo consiglio vivamente. A parte il treno veloce da Shanghai a Pechino che abbiamo trovato costoso, gli altri trasporti sono solitamente economici.

Un ghiacciolo al gusto “minestrone” più alcuni strani snack offerti su treni e aerei

 

Lingua: quando prima di partire leggevo quà e là online cose come “nessuno parla inglese”, “se parli inglese non ti capiscono”, “è difficilissimo farsi capire” non volevo quasi crederci. Una parte del mio cervello probabilmente aveva assimilato troppo bene l’informazione che l’inglese è la chiave di accesso al mondo. Non in Cina. Posso quindi confermarvi che è tutto vero. Spesso anche gli hotel con dicitura “International” di international hanno ben poco e comunicare con il personale alla reception non è sempre facile. Stesso discorso per i tassisti: preparatevi sempre gli indirizzi degli hotel o dei posti dove volete andare in cinese, oppure sappiate indicare su una mappa (ovviamente scritta anche in caratteri cinesi) il punto dove volete andare. Ad esempio per gli hotel siti come Booking.com permettono di stamparsi le prenotazioni direttamente nella lingua del posto, funzionalità che abbiamo trovato comodissima.

Anche in Cina i ristoratori si fanno le foto con quello che abbiamo immaginato essere il Mago Silvan locale

 

Il mio consiglio poi è quello di provare a imparare almeno 4-5 parole base in cinese. Saper dire almeno “ciao”, “grazie”, “prego” strapperà di certo qualche sorriso alle persone che incontrerete. Altra cosa molto utile è imparare a gesticolare i numeri con le mani “alla loro maniera” perché si, è diverso da come li facciamo noi “occidentali”! Io mi ero salvata questo screenshoot sul telefono per non dimenticarmeli e si è rivelato utile in più di una occasione.

Cibo: per questo capitolo la premessa fondamentale è che noi siamo dei grandissimi fan del cibo cinese. E con “grandissimi fan” intendo che siamo così “malati” che la sera prima del nostro matrimonio siamo andati a scofanarci una gran quantità di ravioli, pasta saltata e manzo allo zenzero nel nostro ristorantino di fiducia. Motivo per cui uno degli obiettivi di questo viaggio era provare tutto il cibo cinese possibile e immaginabile.

La catena di montaggio per la preparazione dei dumpling a Sahanghai

 

Una delle cose che ho sentito ripetere tantissime volte prima di partire è stata “ah, ma la cucina cinese in Cina è tutta un’altra cosa…”

Nì. 

Chiaramente anche la cucina cinese ha molte differenze su base regionale, per cui i ravioli che mangerete a Shanghai saranno totalmente diversi da quelli che troverete a Pechino. Inoltre mi sento di dire che no, se andate su piatti abbastanza classici come noodles, zuppe, ravioli, pollo, manzo e gamberi i gusti sono davvero molto simili a quelli mangiati nei ristoranti cinesi in Italia, al limite solo più piccanti (ma a noi il piccante piace quindi “problem solved”). Ovviamente abbiamo anche visto cose molto più hardcore come piedi di maiale e lingue di anatra; tutto dipende fin dove volete spingervi.

L’unica cosa che personalmente ho un po’ sofferto è stata la questione “colazione”. La colazione in Cina non è dolce e sia negli alberghi (a parte quelli di fascia molto alta), sia nei negozi, farete fatica a trovare cibi dolci adatti alla colazione. Non mi vergogno quindi a dire che Starbucks per la colazione è stato davvero un’oasi di salvezza (si, in Cina è pieno di Sturbucks).

La buona notizia è che mangiare in Cina costa poco! La nostra spesa media per una cena è sempre stata intorno ai 10-12 euro in due, con il record della cena più economica toccato a Xian per ben 6 euro. La nota di colore è che in pochissimi ristoranti abbiamo trovato i tovaglioli, e quando ci sono, sono delle veline così sottili da vederci attraverso. La mia impressione è che vale la regola: ognuno di porta i propri da casa. In molti negozi troverete dei pacchi di una via di mezzo tra un fazzoletto e un tovagliolo in un formato adatto ad essere tenuto in borsa o nello zaino. Comprateli: saranno i vostri migliori amici durante il viaggio!

Hot Pot in Chengdu

 

Internet: investite in un abbonamento ad un vpn prima di partire (noi abbiamo usato PureVPN ma ne esistono molti altri), altrimenti niente Facebook, Instagram, Twitter, ma soprattutto niente possibilità di ricerche su Google, lettura delle mail su Gmail, o indicazioni con Maps. Whatsapp invece funziona regolarmente, però il mio consiglio è quello di scaricarvi anche WeChat. I cinesi fanno tutto con WeChat, da pagare nei negozi a noleggiare le biciclette, e vi  potrebbe tornare utile soprattutto per il wifi negli aeroporti visto che la registrazione al servizio funziona solitamente solo con l’app (o con un numero di telefono cinese).

Meteo: a parte sugli altipiani del Tibet dove abbiamo avuto qualche giorno di tregua e arietta fresca, in estate in Cina fa caldo. Ma davvero caldo, un caldo disumano, così umido da avere i vestiti costantemente e completamente bagnati. Due cose che ci hanno letteralmente salvato la vita sono state una borraccia di quelle termiche che tenga l’acqua fresca fino a 24h (noi abbiamo comprato due Klean Kanteen che si sono rivelate ottime, ma ci sono tante altre marche), e quella che noi abbiamo rinominato “pezzuola”, un piccolo asciugamanino da tenere sempre in borsa o in tasca per tamponare il sudore. I cinesi girano inoltre con dei mini ventilatori appesi al collo, e vi dirò, tutto sommato non è una cattiva idea…

Anche le sedie sorridono a Lijiang

Buffezze: sarà probabilmente una banalità da dire ma la Cina è ancora un paese molto “chiuso”.  Anche in città molto grandi come Pechino e Shanghai abbiamo sempre incontrato pochissimi turisti occidentali. Motivo per cui sono molto curiosi nei confronti del “diverso”, che in questo caso si, siete proprio voi!  Spesso vi salutano se vi incontrano per strada, i bambini a volte vi guardano con curiosità, altre quasi con timore, e soprattutto vi chiedono constantemente di fare foto insieme a loro. Almeno 2-3 volte al giorni ci è capitato di essere fermati per strada da persone che volevano fare una foto ricordo con noi. Decisamente strano ma anche divertente una volta che ti abitui all’idea.

Preparatevi a sorridere!

*La verità è che ho circa 2500 foto da sistemare, per cui per le foto “belle” ci vorrà tempo.

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Un commento

  • Giulia

    Che bello! Non sai quanta voglia mi è venita di fare questo incredibile viaggio seguendo la tua avventura! Questo post va dritto nei preferiti in attesa di trovare il tempo e il coraggio. Complimenti :)

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