Marzamemi: l’estate è qui.

Una delle tappe che ho aspettato maggiormente del mio weekend siciliano è stata la visita a Marzamemi.

Marzamemi è stato per secoli un borgo di pescatori con una delle Tonnare più importanti della Sicilia, e oggi è diventato uno dei luoghi turistici più suggestivi dell’isola.

Il centro di questo piccolo paese è la piazza principale dove si alternano le casette dei pescatori (oggi adibite principalmente a ristoranti per turisti) e le chiese (Chiesa Vecchia, Chiesa Nuova e Chiesa della Tonnara).

Noi ci siamo capitati in una domenica di metà maggio che sapeva già d’estate, ma senza le orde di turisti che affollano il piccolo paese durante i mesi estivi.

Arrivare qui è stato veramente come fare un balzo in avanti di un paio di mesi sul calendario e prendersi una boccata d’estate.

Come chiudere in bellezza la visita a Marzamemi? Con un aperitivo o una cena vista mare al Ristorante Campisi.

Le loro specialità (tonno, alici, pomodori di Pachino e conserve varie) possono essere acquistate sul posto o anche online per portarsi così a casa un po’ di sapori della Sicilia.

Il modo più facile per arrivare a Marzamemi è volare su Catania e poi affittare una macchina, il tragitto prende circa un paio di ore se lo fate direttamente, ma sulla strada ci sono molte altre tappe che valgono la visita come la bellissima Siracusa con l’isola di Ortigia (dalla quale non avrei mai voluto andare via!) e Noto con le sue chiese e scalinate barocche. Anche Modica e Ragusa meritano una deviazione per cui se potete prendetevi qualche giorno per visitare questi posti magnifici.

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Gita al Faro – Marken, Volendam e la campagna olandese

Una gita da fare se vi trovate ad Amsterdam e avete voglia di immergervi per un po’ nella campagna olandese i cui paesaggi ricordano quelli dell’Irlanda e un po’ anche quelli dell’Islanda!

A 40 minuti di auto dalla città dei canali si trovano i paesini di Marken e Volendam (se avete tempo potete fare tappa anche a Edam, noi però avendo avuto dei contrattempi la mattina per il noleggio dell’auto e avendo compreso come altre tappe della giornata i giardini di Keukenhof e i mulini di Zaanse Schans non abbiamo fatto in tempo).

Marken è un’isola pedonale collegata alla terra ferma da una strada sola.

All’arrivo sull’isola vi faranno lasciare l’auto in un parcheggio e da lì potrete esplorare il paesino rigorosamente a piedi o in bicicletta. La parte migliore di questa giornata è stata proprio la gita al faro di questa cittadina: una passeggiata di circa 30-40 minuti (calcolate almeno 1h – 1h30 tra andata e ritorno) immersi nella natura. Lungo il sentiero che vi porterà al faro infatti potrete avvistare pecore, agnellini, uccelli e paperotti.

Alla fine di questa camminata, nonostante il vento gelido che soffia solitamente su questa piccola baia, sarete ripagati da tanta bellezza!

Noi abbiamo poi concluso la giornata a Volendam, caratteristico paesino di pescatori a circa 20 minuti da Marken.

Durante la bella stagione c’è anche un traghetto che collega i due paesi. Trovate maggiori informazioni qui: http://en.markenexpress.nl

Vedere la luce sul porto, che in questa stagione tarda a calare, e concludere la giornata mangiando del salmone o un hamburger in uno dei pub caratteristici è stato davvero molto bello.

La sera mi sono messa a letto con addosso una grande stanchezza, con la faccia calda per tutto il vento gelido e gli scrosci improvvisi di pioggia presi, ma anche con una sensazione di contentezza immensa per cui non posso che consigliarvi questa escursione nel caso vi troviate ad Amsterdam.

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Il Wat Phrathat Doi Suthep a Chiang Mai

 Dopo mesi riprendo in mano le fotografie della Thailandia per parlarvi di una delle tappe che mi ha maggiormente entusiasmato durante questo viaggio: il Wat Phra Doi Suthep a Chiang Mai.

Questo tempio è uno dei più importanti della Thailandia e prende il nome proprio dalla montagna Doi Suthep in cima alla quale è situato.  Dall’alto della montagna si gode una vista splendida su tutta la città di Chiang Mai.

Al tempio si può accedere tramite una meravigliosa scalinata di oltre 300 gradini a mosaico che prende la forma di due serpenti o con un più comodo ascensore per chi non vuole faticare troppo.

Il pomeriggio in cui lo abbiamo visitato continuavano a intervallarsi scrosci di pioggia con uno slendido sole e forse è stata proprio la pioggia a rendere tutto così lucido e scintillante ai miei occhi. Lo spettacolo di pagode e statue dorate mi ha lasciato veramente senza fiato.

La visita al tempio è stata un’esperienza veramente immersiva: colori brillanti, profumi persistenti (candele, incensi ma anche tanti, tantissimi fiori) e per noi si è aggiunta la difficoltà di dover camminare a piedi scalzi su un pavimento bagnato e scivoloso come un telo saponato!

Dover camminare lentamente però ci ha aiutato ad apprezzare ancora di più questo luogo. Ovunque ci girassimo, il Wat Phra That ci ha regalato scorci splendidi: devoti che offrivano fiori di loto, monaci intenti a spazzare l’acqua e raccogliere le foglie portate dalla pioggia, Buddha dorati e Buddha di smeraldo a perdita d’occhio. Avrei voluto passare ore ad ammirare tutto questo e ovviamente a fotografare ogni angolo.

Come arrivarci?

Il modo più comodo per visitare il Doi Suthep è affittare un taxi o un autista privato da Chiang Mai. Potete contrattare direttamente con un taxista o affidarvi a una delle innumerevoli agenzie che organizzano escursioni presenti in città. Tenete conto che in Thailandia è tutto piuttosto economico, ma fate attenzione ad accettare il primo prezzo che vi propongono, noi abbiamo girato 3 agenzie nel centro di Chiang Mai e i prezzi che ci hanno proposto erano molto differenti variando tra i 600 e i 1200 baht (tra i 15 e i 30 euro). Abbiamo visto molti, soprattutto turisti cinesi, affittare motorini per recarsi al tempio, ma la salita è veramente impervia e tortuosa per cui non ve lo consiglierei! Il nostro autista è stato gentilissimo, si è fermato lungo il percorso per farci ammirare il panorama dall’alto della montagna e scattare qualche foto e ci ha aspettato lasciandoci tutto il tempo di cui avevamo bisogno per la visita per poi riportarci in città.

Il tragitto da Chiang Mai per salire sulla montagna è di circa 40 minuti e la visita non prende più di un’oretta per cui contate circa tre ore per visitarlo.

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La domenica a Berlino: tra Mauerpark e Prenzlauer Berg

La domenica a Berlino è il giorno giusto per un giro a Mauerpark e per il quartiere Prenzlauer Berg.

Mauerpark, con i suoi prati un po’ spelacchiati e l’aria trasandata, non è un parco particolarmente bello, ma è pieno di fascino tipicamente berlinese. La domenica si tiene il Flohmarkt, un mercatino in cui potrete trovare tantissimi oggettini e abbigliamento vintage e ovviamente l’immancabile cibo di strada come currywurst o felafel. A Mauerpark potrete inoltre ammirare artisti di strada intenti a suonare, fare bolle di sapone o dipingere, qui infatti sono rimasti 30 metri del Muro che i writers utilizzano come palestra.

Vedere il ragazzo che faceva le bolle di sapone, insegnare ai bambini come farle, con delle bacchette più piccole che aveva creato apposta per loro, mi ha fatto fare sorrisi immensi.

La domenica pomeriggio poi, durante la bella stagione, si tiene il karaoke che è una vera istituzione a Berlino e attira centinaia di persone che gremiscono le gradinate del parco.

Non dimenticate infine di farvi un giro sulle altalene o scattarvi una foto nei due Photoautomat che sono posti proprio all’ingresso del parco: saranno attimi di felicità assicurata!

Oltre Mauerpark però, il  quartiere Prenzlauer Berg, nell’ex Berlino Est, offre molti negozi e locali interessanti. Le vie principali su cui passeggiare sono il triangolo formato da Oderberger Strasse e Schönhauser Allee.

Una delle cose più caratteristiche del quartiere sono gli ex birrifici riconvertiti in spazi multifunzionali e “fabbriche culturali” per mostre e locali. Vi segnalo il KulturBrauerei in Schönhauser Allee 36 e il Botzow Berlin in Prenzlauer Allee 242.

Altri indirizzi a Prenzlauer Berg:

 Kauf Dich Glucklich

è un Cafè che noterete sicuramente passeggiando per Oderberger Strasse per i suoi tavolini colorati all’esterno, è molto famoso per i waffles e per poterne assaggiare uno in alcuni orari potreste anche dover aspettare parecchio. Si trova in Oderberger Strasse 44

 

Impala Coffee

Questa in realtà è una catena di 3-4 locali in giro per Berlino, noi ne avevamo uno abbastanza vicino all’hotel dove abbiamo soggiornato ed è stata la nostra tappa fissa per la colazione. Ottime brioches e ottimi caffè e cappuccini, offre anche una selezione di chicchi da caffè da tutto il mondo da poter acquistare sfusi. Quello nel quartiere di Prenzlauer Berg lo vedrete facilmente appena usciti dalla U-Bahn, l’indirizzo esatto è il 173 di Schönhauser Allee.

 

 

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[Just another waste of time and money] I Coloring Books per adulti

Da bambina uno dei regali che ho desiderato e amato maggiormente è stata una scatola gigante di matite colorate: le famose Caran d’ache con la confezione in latta a due piani.

Per cui non ho potuto che accogliere con con molta gioia e molto gaudio la notizia dello sdoganamento degli album da colorare per adulti.

Lo so, vi sembreranno solo un modo di perdere tempo e soldi, ma guardateli: non sono bellissimi? Non vi viene subito voglia di correre a casa e mettervi a colorare?

Ultimamente ne hanno scritto anche il NewYorker, il New York Times e The Atlantic: quindi vale tutto! (Pensate all’effetto che può fare rispondere a chi vi domanderà sdegnato “ma non è una cosa per bambini?”Guarda che ne ha scritto anche il New Yorker!”. Punto per voi e palla al centro.)

E poi guardateli ancora: sono effettivamente bellissimi, come pensate di poterne fare a meno?

Il più famoso, quello che ha dato il via a questa nuova forma di isteria collettiva, è Secret Garden: An Inky Treasure Hunt and Coloring Book  dell’illustratrice scozzese Johanna Basford, ma in rete ne potrete trovare centinaia di versioni diverse.

Ci sono quelli sul Giappone, Parigi o New York,  sulle città immaginarie, le foreste incantate e persino sui gattini.

Vi viene in mente qualcosa di più rilassante che colorare un gattino?

Tra i miei preferiti ovviamente ci sono quelli a tema viaggio: quello sulle mappe ma anche quello che uscirà presto della Lonely Planet.

Mi sto trovando a desiderare molto anche questa versione chiamata Coloring Notebook che unisce un album da colorare ad un quaderno per gli appunti.

Non sarebbe un mondo migliore se potessimo entrare in riunione con il nostro Coloring Notebook e un pacco di matite colorate al posto che ritrovarci a scarabocchiare a penna i bordi del blocco degli appunti?

Se vi sembrano solo un modo in più per perdere tempo, non vi biasimo, ma magari cambierete idea quando scoprirete che esistono anche i coloring book di Game Of Thrones,   Doctor Who e Star Wars!

Anche se, ammetto, alla domanda di Ester Viola non ho ancora trovato una risposta:

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